Marisa Cresti

Storia raccolta dalla nipote Giulia Rocchi.

Mi chiamo Marisa Cresti e so' nata a San Giovanni D'Asso, in provincia di Montalcino il 10 gennaio del '50. Fino a cinqu'anni so' stata a San Giovanni D'Asso insieme ad una nonna... si chiamava Marianna. Poi c'era il mi babbo che si chiama Gino e la mi mamma, Laurina. S'era un famiglione... ci stava: io, il mi fratello, la mi sorella il mi babbo,la mi mamma, il fratello del mi babbo, la moglie del suo fratello e poi c'era la mi nonna... il mi nonno morì, io non l'ho conosciuto. Avevo un fratello e poi ho una sorella... ma non siamo sorelle di mamma ma di babbo perché lui prima di sposarsi con la mi mamma aveva questa figliola. 

I miei facevano i contadini, s'era in questo podere e il padrone gli dava una parte. Il mi babbo e la mi pora nonna avevano fatto un buco nel pagliaio, in questo buco ci mettevano due maiali... per nasconderli, per un farli vede' ai padroni. Negli anni '50 nessuno c'aveva la luce, ma lì dove si stava noi c'era, perché i padroni l'avevano messa. Si mangiava tutte cose nostre, il maiale, le salsicce che si mettevano sotto lo strutto per farle mantenere. Una volta a settimana la mi nonna faceva il pane, il ciambelle e con quello che avanzava i biscotti. A volte passava la gente povera... tutti i giorni ci passava una persona povera e la mi nonna gli dava due belle fette di pane e se c'era due fette di prosciutto... e se un c'era gli dava una salsiccia con due uova, che erano molto ma molto care. Cucinava una settimana la mi nonna, una settimana la mi mamma e una settimana cucinava la mi zia. Poi,una volta ogni quindici giorni c'era da fa' il bucato... ci s'aveva una grossa conca e sotto ci si metteva i lenzuoli, sopra c'era un grosso telo e ci mettevano la cenere e l'acqua bollita sopra... con l'acqua quella cenere passava giù e ci stava un giorno con questa cenere. Il giorno dopo si andava al fiume , perché di acqua c'era poca... con un paio di vacche poi si lavava tutto e si tornava a casa per tende i panni. 

Mi ricordo che una volta a settimana si mangiava il baccalà... ma non era come ora, prima un costava niente ce lo davano quasi per regalo. Poi per il resto non si comprava molto... noi ci s'aveva i coniglii... si spellavano e dentro alla pelle ci si metteva la paglia... una pelle costava 5 lire allora noi al Troccolone si dava dieci pelli sicché... qualcosina si prendeva. Però alla fine si comprava poco... i fagioli si facevano noi, le patate, la pasta la mi nonna la faceva lei... sicché si comprava poco.

La mi nonna era intelligente... una volta mi ricordo ci fece una minestra, lei la chiamava "la minestra dei poveri"... dentro c'era un monte di roba: I fagioli, le patate, c'è le carote,un pochino di bietole e poi un po' di minestra ci metteva. Poi io ero una d'appetito...mi garbava.

A scuola a che età ci sei andata?

A sei anni, fino... poco. Perché tornavo da scuola e andavo subito con i maiali.. poi c'era da fa' il fieno per le vacche... quindi ci so andata poco... poi la mi sorella rimase incinta quando aveva 15/16 anni... quindi mi smisero di andar a scuola. Io però un ero come nonno che mi nascondevo... io ci andavo per davvero! Andavo alle Ragnaie, a due forse tre kilometri da dove stavo io... nel comune di Montalcino, io e il mi fratello che era più piccino due anni. Non è che non mi garbava anda' a scuola, mi sarebbe anche garbata... ma la scuola come andavo io non è come te che ti metti qui e fai i compiti... io i compiti quando ritornavo a casa manco me li ricordavo più.

Mi ricordo a scuola c'era un maestro che faceva la prima, la seconda, la terza, la quarta e la quinta. Si faceva una settimana 0, 0 ,0... poi una settimana i pali... e poi una settimana la A,A,A... Non è come ora...quando si avviava a scrive s'era bell'e vecchi.

A volte a scuola restavo indietro... un giorno il maestro mi chiese cosa avevo fatto la sera dopo esser tornata da scuola... io gli dissi che mi mandavano con i maiali perché lui non lo sapeva. Mi chiese quando facevo i compiti... la sera al buio, ma ero tanto stanca non sempre riuscivo a farli. Allora lui non mi disse niente, mi disse solo che da grande me ne sarei accorta... io però feci finta di niente. Però la colpa non era del mi babbo,  la colpa era della mi mamma... tante cose non posso spiegarle ma mi mandava a me. Poi a scuola per chi sbagliava il maestro lo metteva dietro alla lavagna... sopra i sassi ma a me mai eh!

Come vi vestivate?

Lascia sta come ci si vestiva... io mi mettevo le cose che non stavano a Marina [sua sorella]... lei portava il 38 di piede io il 40... quindi nell'ultimo mi toccava camminà scalza.
Per fortuna un giorno a trovarci venne il su fratello e ci portò quattro/cinque paia di scarpe tutte grandi... erano da donna, le presi tutte io.

Avevi qualche amica?

Ce l'avevo sì le amiche! Una aveva le pecore e quell'altra aveva i maiali come me... si confinava è per questo che le conoscevo. Poi quando ero più grande, verso i tredici anni, s'andava a balla'... ma nelle case eh! Si andava una volta a settimana e ci si organizzava... una volta in una casa un'altra volta in quell'altra casa... si giocava con il panforte... avanti ci si giocava e poi si mangiava. Oppure si giocava con le carte... all'uomo nero... chi prendeva l'uomo nero gli tingevano tutti i baffi.

Quando hai avuto il tuo primo ragazzo?

II mio primo ragazzo è stato uno di Castelnuovo... Beppe si chiamava. Faceva il muratore... io ero giovane... avrò avuto quindici anni. Lui aveva sei anni in più di me. Ma poi lui non mi stava bene... perché sapevo che andava con quella, con quell'altra... Lo mandai a fanculo. Poi conobbi il tu nonno... me lo appiccicò la su mamma. Poi ho avuto altri conosciuti... amici... ma di fidanzati solo loro due. Ah poi c'avevo un carabiniere! Veniva sempre a casa a trovarmi... poi è finita perché un capiva niente... gli imbecilli stanno bene a casa sua. Quando lo conobbi però già conoscevo il tu nonno... ma la mamma del tu nonno stava male... quindi mi fidanzai con lui.

Come è stato il matrimonio?

Ci siamo sposati a Castelnuovo dell'Abate... si sarà speso intorno a due milioni e mezzo di lire... per l'abito comprarono la stoffa e me lo fecero.
Poi ebbi la tu zia... a ventun anni... per colpa di quel dottore... mi disse che non li potevo fare... sennò avrei fatto a meno di averli. Poi il tu babbo... e poi ebbi un'altra bambina, che però morì all'ottavo mese... in pancia. Lei aveva il traccio al collo... verso i sette mesi girano... e nel gira' ci morì.


Franco Rocchi e Marisa Cresti durante le loro nozze nel 1966.

Avevate la televisione in casa?

Si prese dopo tanto tempo,perché costava tanto... la comprai usata. Poi all'inizio venne fuori al bar... per di solito il mi babbo andava a guarda' la televisione ma a me importava una sega della televisione... io andavo a ballà. Però mi ricordo andavano tutti a guardarla al bar...

Che lavori hai fatto?

Appena finita la scuola aiutavo il mi babbo a semina'... poi da più grande andai a fa i golfi,con i ferri... avevo dodici anni. Ogni golfe mi pagavano 500 lire se era lavorato... sennò 300 lire se non era lavorato, se era liscio. Poi sposai a sedici anni... so' stata due anni ferma e poi inizia ad anda' a lavorare in un allevamento di polli, 12 mila polli avevano... guadagnavo 150 mila lire all'ora... Poi lavorai al ristorante, come aiuto cuoco. Quando il tu babbo era abbastanza grande inizia a lavorare alla Pepi [industria dolciaria].