Nelia Corsi e Leonigi Franceschini

Intervistati dalla nipote Alice Matteini.

Nonni dove e quando siete nati?

Leonigi: Io sono nato il 31 marzo 1941 a Chiusdino come comune.
Nelia: io sono nata il 24 settembre 1948 a Monticiano.

L’educazione e l’ideale della famiglia ad oggi è cambiata?

Leonigi:  No, l’ideali sono cambiati ma alcuni invece sono rimasti, però è cambiato il mondo e per questo anche l’ideale.
Nelia: Sì, anche per me è cambiato l’ideale.
Leonigi: È cambiato il tempo e siamo andati un po’ dietro all’evoluzione del momento.

I ragazzi di oggi come passatampo usano spesso il telefono, mentre voi cosa facevate?

Nelia: Per noi non c’erano i passatempi.
Leonigi: No!, c’erano.
Nelia: Sì ma andavi al circolo.
Leonigi: Andavi al bar, giocavi a palla come fanno ora i ragazzi ma in un modo diverso insomma.
Nelia: Perché c’era poco tempo!
Leonigi: Eh sì c’era meno tempo, perché noi abbiamo studiato poco eh...
Nelia: ...ci toccava andare a lavorare.

Le amicizie al giorno d’oggi sono uguali o diverse dalle vostre di un tempo?

Entrambi: No è diversa.
Leonigi: Dove abitavo io prima ci si conosceva tutti, era una festa... al cricolo, al bar.
Nelia: ...per la strada!
Leonigi: Le passeggiate per la strada, era diverso e invece oggi il mondo è cambiato, voi ora a fa’ le passeggiate per la strada non c’andate, prima noi da giovani la domenica e il sabato si passeggiava per la strada, in campagna e così via.             
Nelia: Anche io uguale, la solita vita, nonno stava in un gruppetto di case quanti eri una sessantina di famiglie?
Leonigi: Eh io stavo in un paesino piccolo e la sera ci s’aveva un circolo e era un ritrovo di tutta la popoloazione, tutti amici ecco tutti... e invece essendo qua in città appena ti conoscono.
Nelia: Con quelli delle scale diciamo solo “buongiorno” e “buonasera”.
Leonigi: Nei condomini appena li conosci, proprio strettamente così come ha detto nonna “buongiorno” e “buonasera”.
Nelia: Prima se c’era anche il bisogno e uno si sentiva male tutto il vicinato andava e se c’era bisogno di qualsiasi cosa, e si faceva a turno e non si lasciava mai solo capito? Invece ora non è così.

Qual’è stato il vostro primo lavoro?

Nelia (che ci pensa per un istante):  La cartiera, ho iniziato a 15 anni, poi ho fatto diversi lavori dalla cartiera ho fatto la casalinga,  i panforti, in fabbrica poi col negozio... e poi è arrivata la pensione!
Leonigi: Il mio primo lavoro è stato nell’agricoltura e ho iniziato a 16/17 anni, poi dall’agricoltura so’ venuto in città ho fatto il benziaio poi ho lavorato in fabbrica e poi anche io so’ andato in pensione!

Dal punto di vista del lavoro c’è una grossa differenza tra gli adolescenti di oggi e voi vero?

Nelia: I ragazzi di oggi devono studiare perché è un bene però è bene che voi impariate anche a fare qualche lavorino... per domani!
Leonigi: Lo studio ci vuole perchè è fondamentale perché senza quello oggi non si va avanti capito carina? Oggi senza quello non si vive, prima bastava la terza media.. ora non bastano più nemmeno le superiori e dopo quelle serve l’università.

Vi sarebbe piaciuto se la tecnologia fosse esistita nel vostro periodo dell’adolescenza?

Leonigi: La tecnologia è importante perché oggi si lavora con le macchine, invece prima si lavorava con le mani, prima non si poteva fare questo tipo di discorso.

Come vi siete conosciuti?

Nelia (ridendo): Uh, è dal ’59 che ci si conosce!
Leonigi: Ci siamo conosciuti perchè si stava vicino.
Nelia: Lui veniva a lavora’ la terra, io era piccina piccina... ero bambina avevo diec’anni!.

Nonno cosa ti ricordi della seconda guerra mondiale?

Leonigi: Mh qualcosa mi ricordo, io sono stato a scuola un po’ di tempo, ma prima siamo andati a scuola dal frate, come il poro nonno (il babbo di nonno Leonigi) che anche lui andava a scuola dai frati... le scuole le hanno fatte al tempo del fascismo, poi sempre nel tempo della guerra io mi ricordo qualche piccola cosa di quando s’era nel rifugio di San Galgano, mi ricordo che eravamo dentro tutti insieme sotto terra e ce n’erano tanti laggiù sotto di nascondigli dove s’era noi... e io mi ricordo che i nostri genitori quando era il momento migliore uscivano per prendere da mangiare... e mi ricordo quando arrivarono gli americani e hanno portato i viveri, pasta, zucchero, cioccolato, scatolette insomma tutte queste cose qui e poi mi ricordo il dopo guerra che c’è stato più benessere specialmente negli anni ‘50.

I vostri genitori erano rigidi nell’educazione? Com’era l’infanzia all’interno della famiglia?

Leonigi: Fino a grandi ti stavano dietro i genitori.
Nelia: Decidevano loro per noi.
Leonigi: Decidevano i genitori, se ci dicevano “te oggi non esci” e stavi a casa sai, come uscivi, uscivi con i genitori, se andavi a una festa o dove ti pare dovevi andare con loro.
Nelia: Per voi maschi di meno... ma per noi donne sì...
Leonigi: Ma anche noi fino a grandicelli come voi, però specialmente le donne se c’era una festa da ballo venivano accompagnate dalla mamma.
Nelia: O col fratello o con una sorella che era già sposata.
Leonigi: L’infanzia nostra è stata questa, anche io da bimbettino la sera se si usciva si stava con qualcuno, se te ti allontanavi dovevi avvisare sempre... ora il mondo è tutto diverso, è tutto cambiato ma l’infanzia nostra è stata questa qui.

Nonna nel corso del tempo si sta discutendo della parità di genere... te la differenza tra uomo e donna in passato la sentivi? C’erano tante ostacolazioni per la donna?

Nelia: Beh sì... la donna doveva fa’ la donna, doveva lavorare, se l’uomo arrivava a casa e non era pronto magari s’arrabbiava però si metteva lì a sedere e non ti aiutava... oggi invece chi arriva a casa per primo prepara tutto, invece a quel tempo lì l’uomo non si comportava così ecco.
Leonigi: Le donne stavano a casa nei tempi di prima, lavoravano in famiglia, lavoravano anche nei campi come gli uomini.

Come il mi’ babbo...

Leonigi: Il mi’ babbo è nato nel 1907, poro nonno, sicché ha fatto la prima e la seconda guerra mondiale..

E lui ti ha mai raccontato qualcosa?

Leonigi: Eh lui m’ha detto che allora e c’era il tempo del fascismo... dove si doveva sta’ zitti e non parlare.
Nelia: Che entravano nelle case e prendevano il rame e la roba d’oro, molte donne che si sono sposate nel tempo del fascismo non avevano la fede, la mi’ mamma ce l’aveva ma la tua no... e anche la campagna ‘un era mica come ora.
Leonigi: Ora ci so’ gli attrezzi, ma prima si lavorava coi bovi e con le vacche e si lavorava tanto anche con le braccia, i tuoi bisnonni hanno incominciato a stare bene solo dopo il Sessanta, come ti ho detto prima dovevi stare attento a parlare, come parlavi... dovevi sta’ zitto  e lavorare e basta e guadagnavi poco.
Nelia: E se ‘un lo facevi ti picchiavano coi manganelli di legno... viaggiavano tutti col manganello qui (appogiando le mani al fianco), quando c’era anche il fascismo c’era il coprifuco, uno a una cert’ora e doveva esse in casa perché se ti trovavano ti legnavano col manganello!.

Ma quindi nonna... sei contenta che ora la donna possa riuscire a fare di più nella società?

Nelia: Si sono contenta ed è giusto che la donna sia al pari dell’uomo.
Leonigi: In casa la donna è superiore all’uomo, fori...
Nelia (bloccandolo subito): Fori dipende da che cosa! Anche nelle banche, negli uffici le donne sono adatte come l’omini a fare quel lavoro, (scaldandosi la voce) può esse che nel lavoro materiale la donna ha meno forza, però hai visto oggi le donne mandano i camion, i trattori, oggi fanno tutto quello fa l’uomo!, mandano gli autotreni, i pulman persino gli aerei!
Leonigi: Sì hai ragione!
Nelia: Forse non possono fare benissimo il lavoro della terra ma oggi le donne sono anche direttrici di banche e via discorrendo! Sicché lo fanno come l’omini!
Leonigi: Infatti è giusto che sia così.

Bene quindi vorrà di’ che un giorno saremo più forti dell’uomini vero nonna?

Nelia (con una risata): Magari!